Il Terrorismo dentro di noi
1986
 
commenti alla tragedia americana
Osho Rajneesh, versione italiana a cura di Rishi Giovanni Gatti

Il testo è la trascrizione di un discorso spontaneo tenuto dal Maestro Rajneesh nel 1986 in Uruguay. Anche allora il mondo era stato scosso da gravi episodi di terrorismo, e la domanda rivolta al filosofo indiano cerca di indagare sul perché possano succedere atti del genere, e se sia un problema che riguarda tutta la nostra società in generale. La risposta è, come al solito, incredibile, al limite dell'inverosimile.
Non si tratta di un testo astrologico. Lo proponiamo all'attenzione dei lettori solo perché è estremamente attuale.
Il riferimento bibliografico è Osho/Beyond Psychology, cap. 18

Rajneesh
I am not serious! What I am saying to you is said out of playfulness. It is more a gossiping than a gospel.
Osho Rajneesh
© Osho Foundation International

Amato Maestro, ho saputo che in Europa la minaccia del Terrorismo ha gettato tutti nella paura. I voli subiscono gravi ritardi dovuti alle straordinarie misure di sicurezza adottate, e molti aerei sono semivuoti, addirittura alcuni aereoporti stanno chiudendo. La gente sembra aver paura persino ad uscire di casa la sera. Tutto questo è ancora più grave a causa del bombardamento sulla Libia.

L’aumento degli atti terroristici che si sta verificando dagli ultimi dieci anni può essere simbolico di qualcosa che sta succedendo nella società in generale?

Tutti gli eventi sono sempre profondamente collegati tra loro. Anche gli atti terroristici sono collegati a tutto quello che succede nel mondo. La società tutta è in sfacelo. Tutto ciò su cui è stata costruita, l’ordine, la disciplina, la moralità, la religione, si sta rivelando profondamente sbagliato. È come se avesse perso il suo potere sulle coscienze delle persone.

Terrorismo significa che distruggere esseri umani ormai è irrilevante, dato che non c’è niente di indistruttibile, tutto è semplice materia, e la materia non si può uccidere, gli si può solo cambiare forma. Una volta che si assume che l’uomo non è altro che una combinazione di soli elementi materiali, e non c’è spazio alcuno per un essere spirituale che lo abita, allora uccidere diventa un semplice gioco.

Le nazioni diventano irrilevanti, a causa delle armi nucleari. Se il mondo intero può essere distrutto in pochi minuti, l’unica alternativa è che il mondo sia un’unità intera, che non sia diviso in nazioni, perché ogni nazione può entrare in guerra in ogni momento. Non si può tollerare nessuna divisione.

Una sola guerra è più che sufficiente a distruggere ogni cosa, e all’uomo non rimane ormai molto tempo per capire che si deve creare un mondo in cui la possibilità di una guerra non possa proprio accadere.

Il Terrorismo ha molte tendenze nascoste.

Una è che da quando sono state inventate le armi nucleari, le nazioni stanno investendo in quel campo, pensando che le vecchie armi convenzionali siano ormai inutili. È vero, sono inutili, ma alcuni individui potrebbero cominciare ad usarle. A differenza delle armi nucleari, che non si possono usare contro i singoli individui, le vecchie armi potranno essere usate dai terroristi: e rispondere ai singoli attentati con armi nucleari sarà impossibile.

Quindi le armi nucleari hanno consentito ad alcuni individui di usare con più libertà le armi convenzionali, cosa impossibile prima, dato che le stesse armi venivano usate dai Governi. Ora i politici si stanno adoperando per distruggere le vecchie armi, magari buttandole a mare, o vendendole ai Paesi poveri, che non possono permettersi quelle nucleari. Infatti tutti questi terroristi provengono da quei Paesi. e usano le armi che gli sono state vendute dai Paesi ricchi. E godono di una curiosa protezione: non si può rispondere ai loro attacchi usando armi nucleari. Loro possono lanciarti bombe contro, ma tu non puoi rispondere. L’enorme quantità di bombe atomiche che hai in magazzino sono inutili; a volte, quando serve un ago, avere una spada è assolutamente inutile. Avere una bella spada non significa essere in una posizione migliore rispetto a colui che ha un piccolo ago, perché ci sono degli scopi per cui solo l’ago può essere utile, la spada farebbe dei disastri.

Le piccole armi dei vecchi tempi si stavano accumulando nei magazzini, e le grandi potenze dovevano cominciare a disfarsene, o buttandole nell’oceano, e quindi perdere parecchi soldi... Ciò significava buttare via ore e ore di manodopera, tanta energia sprecata. Ma anche continuare ad accumulare armi ormai obsolete era uno spreco, per quanto si poteva continuare? Sapendo poi che le nuove armi possono uccidere con maggiore efficienza, è perfettamente inutile conservare quelle vecchie. Quindi si pensò di venderle ai Paesi poveri, che non erano in grado di fabbricare quelle nucleari. E ad un prezzo particolarmente economico, per giunta. I Paesi poveri accettarono, per dare una mano, ben sapendo che quel tipo di armamento non sarebbe stato di nessuna utilità in caso di guerra.

Nessuno si accorse del fatto che quelle stesse armi ritenute obsolete potevano essere usate individualmente, e che questo nuovo fenomeno del Terrorismo poteva nascere. Ora, un terrorista ha una forza particolare, anche nei confronti delle potenze più grandi. Può gettare una bomba alla Casa Bianca senza timore alcuno, perché nessuno potrà mai contrattaccare con una bomba nucleare... E quel terrorista usa una bomba che gli avete venduto voi! Ma a questo non ha pensato nessuno, perché nessuno capisce la psicologia umana.

La mia comprensione è che a causa del modo in cui l’uomo ha vissuto finora, egli ha bisogno di fare una guerra ogni dieci/dodici anni. Accumula cosi tanta di quella rabbia, tanta di quella violenza che nient’altro che una guerra può dargli sollievo. Ecco perché assistiamo ad una guerra dopo l’altra, intervallate da pause di dieci o quindici anni. Nelle pause ci si rilassa, si recupera l’energia. Che di nuovo si accumula e ha bisogno di venire rilasciata, perché l’uomo è sempre lo stesso, con la stessa psicologia all’opera, la stessa violenza, la stessa gelosia di sempre.

E l’uomo è fondamentalmente un cacciatore, non è un vegetariano, di natura. All’inizio era un cacciatore, e per migliaia di anni non è stato altro che un mangiatore di carne, e il cannibalismo era una pratica prevalente. Mangiare un altro essere umano catturato durante una guerra tra tribù era perfettamente etico. Tutto ciò è rimasto nell’inconscio dell’umanità.

Le religioni hanno imposto cose all’uomo in modo molto superficiale, tanto che il suo inconscio non è d’accordo. Ciascun essere umano vive in disaccordo con se stesso. Quindi appena trova l’occasione, una “giusta causa”, la libertà, la democrazia, il socialismo, tutto può diventare un bell’ombrello per coprire la bruttezza dell’inconscio, che vuole sempre distruggere e gode nel distruggere.

Ora il mondo è diventato un posto quasi insopportabile, altrimenti non ci sarebbe nessun Terrorismo. È passato un tempo sufficiente dalla fine della seconda guerra mondiale, e ci si aspettava la terza guerra mondiale, intorno al 1960. Non è successa. Nonostante fosse diventata ormai una routine per l’intera storia dell’umanità, e l’uomo sia programmato per essa.

Gli psicologi hanno osservato che in tempo di guerra la gente è più felice che in tempo di pace. C’è più “vita”, mentre in tempo di pace regna la noia. Durante la guerra la gente è più interessata alle notizie, ascolta la radio continuamente per sapere cosa sta succedendo. Anche se i fatti si svolgono lontano, la gente è interessata, prova una certa affinità.

Dunque la terza guerra mondiale sarebbe dovuta accadere tra il 1955 e il 1960, ma non è successa, e quindi l’uomo si trova appesantito da un forte desiderio di uccidere, di distruggere. Ma non può farlo, senza trovare la “giusta causa”. Quindi il Terrorismo diventerà sempre più forte, proprio perché la terza guerra mondiale è quasi impossibile ora.

E quegli stupidi dei politici non hanno alternativa. Il Terrorismo ha portato su scala individuale quello che prima si faceva su scala sociale. Crescerà.

Si può evitare solo se cambiamo la vera base della comprensione umana, che è qualcosa di impossibile; anche perché la gente che tu vuoi cambiare è lì per combatterti, non ti consentirà di farlo. Sono lì per spargere sangue, anche se non hanno il coraggio di ammetterlo.

In un racconto esistenzialista, accade un incidente molto interessante e che può considerarsi vero. Un uomo è di fronte ad una Corte di Giustizia perché ha ucciso un estraneo che sedeva sulla spiaggia. Non aveva mai visto prima quella persona. Non l’ha ucciso per soldi. Non l’aveva nemmeno mai visto prima, perché l’ha ucciso di spalle, con un grosso coltello. Non si erano mai incontrati prima, quindi non c’era nessuna questione di inimicizia tra i due. Non si erano mai visti in faccia.

Il magistrato non riusciva a capire la situazione, e chiese all’omicida: «Che cosa hai fatto?». Rispose l’uomo: «Quando gli ho piantato il coltello in corpo, ed è uscito quel fiotto di sangue dalla schiena, è stato il momento più bello della mia vita. So che ora morirò per questo, ma sono pronto a pagare, ne valeva la pena. Per tutta la vita ho vissuto nella noia, senza la minima eccitazione, senza avventure. Alla fine ho dovuto decidermi e fare qualcosa. Ed ora sono famoso in tutto il mondo, la mia fotografia è pubblicata ovunque. E sono perfettamente felice di averlo fatto».

Non c’era bisogno di alcuna prova, l’uomo non negava niente. Al contrario, ne era orgoglioso.

Eppure la Corte doveva seguire le sue procedure, bisognava fornire dei testimoni. La sola parola del reo confesso non era sufficiente. Poteva anche avere mentito, nessuno lo aveva visto uccidere. Nessun testimone. Nessun indizio raccolto dalla polizia. L’unico sostegno all’accusa poteva essere forse trovato nel passato dell’assassino, nella sua educazione, nelle sue vite passate. Magari da giovane aveva perso la madre, e quando lo era venuto a sapere era domenica ed era pronto per andare a teatro con la sua fidanzata e invece quella rompiscatole va a morire proprio quel giorno e gli rovina tutta la festa... Muore sua madre, e questo individuo si lamenta perché gli ha rovinato la domenica! Stava per andare a teatro con la sua ragazza, e invece gli tocca andare a un funerale!

Coloro che vennero a sapere della sua reazione rimasero stupefatti. «Ma cosa stai dicendo? Non è giusto quello che dici!». «Cosa? — rispondeva loro. — Che cosa è giusto e che cosa è sbagliato? Non poteva morire un altro giorno? Ci sono sette giorni in una settimana, dal lunedì al sabato, poteva morire in un altro giorno qualsiasi. Ma voi non conoscete mia madre. Io la conosco! È una tale stronza! L’ha fatto apposta».

Infatti, il giorno del funerale lo concluse in discoteca a ballare con la fidanzata. Qualcuno gli chiese: «Ehi! Ma che stai facendo? Tua madre è appena morta!». «E allora? Non posso più ballare? Mia madre non tornerà più in vita, rimarrà un cadavere per sempre, e allora che importa se io vado a ballare dopo solo sei ore, dopo otto giorni o dopo otto mesi, o otto anni? Che importa? Tanto ormai è morta. Devo ballare, devo vivere, amare, alla faccia della sua morte. Se tutti ci fermassimo dopo la morte di nostra madre, o di nostro padre, nessuno danzerebbe più, non ci sarebbero più canzoni nel mondo».

La sua logica non faceva una piega. «Ma allora secondo te quanto bisogna aspettare? Quante ore dopo si può ricominciare a vivere? Dodici ore, quattordici? Sei settimane? Qual è la linea di demarcazione? Su quali basi dobbiamo decidere?». «Non importa. Una cosa è certa, che quando danzerò sarà sempre dopo la morte di mia madre, quindi ho deciso di iniziare subito. Perché aspettare il domani?».

Dunque la Corte aveva capito che quell’uomo era un tipo particolare, poteva compiere qualsiasi cosa.

E se cerchi di capire questo pover’uomo da vicino, non proverai rabbia contro di lui, anzi, sentirai una certa compassione. Mica è colpa sua se sua madre è morta; e poiché prima o poi andrà in discoteca a ballare, allora tanto vale farlo subito. Non puoi incolparlo per le cose che dice: «È morta proprio di domenica per rovinarmi la festa». Forse per tutta la vita quella madre non ha fatto altro che rovinargli qualsiasi occasione di divertimento. Non ha potuto fare altro che pensare: «Anche da morta mi vuole perseguitare».

Come fai a condannarlo per l’omicidio di un estraneo? Non era un ladro, non gli ha rubato niente. Non è un nemico, non sapeva nemmeno chi stava per uccidere. Era solo annoiato della sua vita, e voleva fare qualcosa per cui sentirsi diverso, importante. Ora è così contento che i giornali parlino di lui... Forse se avessero parlato di lui prima, non avrebbe ucciso nessuno. Invece per parlarne hanno dovuto aspettare che ammazzasse qualcuno! Voleva essere famoso. È un desiderio semplice, molto umano. Ed ha accettato di pagare con la vita, di diventare, almeno per un unico giorno, famoso in tutto il mondo, riconosciuto da tutti.

Quindi finché non riusciamo a cambiare le fondamenta della psicologia umana, il Terrorismo continuerà ad essere un fenomeno normale, quotidiano. Succederà sugli aereoplani, sugli autobus. Nelle automobili. Agli stranieri. Qualcuno all’improvviso arriverà e ti sparerà, senza alcun motivo.

La fame di violenza che veniva soddisfarra con la guerra, ora deve trovare altre strade. Ma di guerre non se ne faranno più. Il cacciatore è tornato, ma non lo possiamo combattere collettivamente.

Ciascun individuo dovrà occuparsi di rilasciare la propria energia repressa, la propria vena di violenza. E tutto è interconnesso.

Il primo intervento da fare è nel rendere l’uomo più capace di godersi la vita, cosa che è stata da sempre impedita dalle religioni.

I veri criminali non vengono mai catturati.

Le vittime sono i terroristi stessi, e tutti gli altri criminali.

Le religioni sono i veri criminali, perché hanno eliminato ogni possibilità per l’uomo di divertirsi, di apprezzare le piccole cose della vita. Hanno condannato e vietato tutto ciò che la Natura ci offre per renderci felici, per eccitarci, per piacerci. Hanno spazzato via tutto. Solo poche cose si sono salvate, perché sono profondamente immerse nella biologia dell’uomo, come ad esempio il sesso... Ma sono riusciti ad avvelenare anche quello.

Friedrich Nietzsche, secondo me, è uno dei più grandi veggenti del mondo occidentale; il suo sguardo era capace di penetrare fino alla radice di un problema. Ma dato che nessuno era capace di fare altrettanto, nessuno aveva lo stesso sguardo e tantomeno un’intelligenza così acuta, egli rimase solo, abbandonato, isolato, senza amore, senza rispetto. Una delle sue affermazioni recita che le religioni hanno insegnato all’uomo di rinunciare al sesso, di privarsene. È una forza talmente grande, talmente radicata nella biologia, che nemmeno le religioni sono riuscite ad addomesticarlo. L’uomo nasce dal sesso, come può liberarsene, se non con il suicidio? Ma si è tentato comunque di allontanare l’uomo dal sesso, con l’appoggio delle religioni, usando ogni sorta di discipline, di metodi per reprimerlo.

L’unico risultato è stato che il sesso è sempre presente, ma è stato avvelenato. La parola “avvelenato” è molto appropriata, qui. Le religioni non sono riuscite ad abolirlo, ma hanno avuto successo nell’avvelenarlo.

Ma non solo: le religioni hanno condannato anche il saper vivere nel benessere, nella ricchezza. Ora, un uomo che vive agiatamente, nel lusso, non diventerà mai un terrorista. Invece le religioni condannano le ricchezze e apprezzano la povertà, senza capire che un uomo che è ricco non potrà mai essere un terrorista. Solo i “benedetti”, i poveri, possono diventare dei terroristi, perché non hanno niente da perdere, e la loro rabbia si accumula nei confronti della società intera, perché altri hanno cose che loro non possono permettersi. Allora le religioni hanno pensato bene di consolarli.

Poi venne il Comunismo, una religione materialista, che provocava la gente dicendo: «Le vostre vecchie religioni non sono altro che l’oppio dei popoli, e non è certo per le vostre cattive azioni di questa o altre vite passate che state soffrendo la povertà. È a causa dello sfruttamento criminale da parte della classe borghese, da parte dei super-ricchi, che state soffrendo». L’ultima frase del Manifesto Comunista di Carlo Marx dice: «Proletari di tutto il mondo unitevi; non avete niente da perdere e avete tutto il mondo da guadagnare». Siete già poveri, nudi ed affamati, cosa avete da perdere? La vostra morte non aggraverà la miseria della vostra vita. Perché non provare a distruggere coloro che vi hanno ridotti così, che vi hanno impoverito? Riprendetevi le vostre ricchezze e distribuitele.

Quindi il Comunismo ha avuto il ruolo di svelare quello che le religioni stavano facendo, e cioè consolare la gente con idee sbagliate, con delle bugie, imbrogliando. Le religioni erano riuscite a mantenere le popolazioni in uno stato di “sonno”, di consolazione perenne. E il Comunismo ha come svegliato il mondo intero, invocando la necessità di abbandonare tutte le idee sbagliate che avevano impedito all’uomo di essere felice.

La prima cosa da rimuovere sono le religioni: i loro valori vanno abbandonati se vogliamo che l’uomo possa di nuovo tornare a sorridere, a ridere, a divertirsi, ad essere naturale.

In secondo luogo, bisogna chiarire che il Comunismo è un altro errore, le sue basi teoriche sono psicologicamente errate. Non esistono due uomini “uguali”, dunque l’idea stessa di “eguaglianza” non ha senso. E se si decide di essere uguali, allora bisogna accettare la “dittatura del proletariato”. Ma ciò significa che devi perdere la tua libertà. Ma le Chiese avevano di già privato l’uomo della propria libertà, Dio tolse all’uomo la sua libertà. Ora il Comunismo si sostituisce alle Chiese, e continua a toglierti la tua libertà. Ma come si fa a godersi la vita se non c’è libertà? Si può solo vivere nella paura, non nel divertimento.

Se solo potessimo pulire le fondamenta dell’inconscio umano... È quello che tento di fare con il mio lavoro. Possiamo ripulire via tutto.

E il Terrorismo non è nelle bombe, né nelle tue mani; il Terrorismo è nel tuo inconscio.

E non c’è alternativa; questo stato di cose continuerà a crescere, e a diventare sempre più amaro. E sembra che ogni sorta di persone ignoranti abbiano in tasca delle bombe da lanciare a caso.

La terza guerra mondiale avrebbe potuto consentire alla gente di stare tranquilla per dieci o quindici anni. Ma la terza guerra mondiale non succederà mai, perché se succedesse distruggerebbe tutti, non solleverebbe nessuno. Ecco perché la violenza individuale è destinata ad aumentare, e sta già aumentando. E tutti i Governi, tutte le religioni, continueranno ad insistere con i vecchi metodi senza capire che siamo in una situazione nuova.

E cioè che ogni essere umano ha bisogno di guarire il suo inconscio, di capirne le intenzioni, che deve cominciare a praticare delle tecniche di meditazione, per sfogarsi, per calmarsi, per riacquistare tranquillità, in modo da guardare al mondo da una nuova prospettiva, quella del silenzio.

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