Tempo per cambiare

• di Rishi Giovanni Gatti, 23 dicembre 2002

Nel divertente romanzo di Andrea De Carlo, Uto, il protagonista, un adolescente illuminato di nome Uto, sconvolge i suoi interlocutori affermando provocatoriamente che «Nessuno cambia. Al massimo può trovare un modo di fare diverso, magari vestirsi o parlare diverso. Ma dentro è fatto in un modo e rimane così, c'è poco da cambiare».

I lettori coinvolti in un percorso di crescita personale potranno sentirsi attaccati da questa affermazione, perché allora a che serve tutta questa lotta interiore per evolvere, per cambiare?

Approfondiamo qui questi importanti aspetti, soffermandoci sul fatto, vero, che la Carta natale è fatta in un modo e rimane così, sebbene Transiti e Progressioni la influenzino continuamente e diversamente.

Uto faceva una provocazione: non si può cambiare, ma si può scoprire il Sé, come è successo a lui stesso.  Perché cambiare?  Perché si vuole cambiare?  Perché non si ha fiducia nell'Esistenza, e ci si fida solo dei propri condizionamenti vari.  Questi devono essere abbattuti, "mollati". Crollano le sovrastrutture, affiora il Sé.  Questo è l'unico cambiamento che esiste.

Come può l’Astrologia aiutarci in questo?  Intanto bisogna affermare una cosa: i simboli astrologici funzionano se e solo se chi li studia è disposto a mettersi in gioco interamente e continuamente, cercando di imparare ogni giorno che passa una cosa nuova sul proprio Tema natale, approfondendo i suoi esperimenti quotidianamente, confrontando i fatti che càpita di vivere con i pensieri che nella mente si generano a commento di codesti fatti, sempre sottolineando che nulla succede per caso e che il compito ultimo del ricercatore essenziale è semplicemente quello di “osservare” ciò che accade, per diventarne pienamente consapevole e così abbandonarlo.

L’Astrologia ci può aiutare molto perché ci può indicare quando è il momento, il tempo, in cui la nostra consapevolezza si intensifica e riesce ad illuminare i condizionamenti a cui siamo attaccati, facendoli evaporare come neve al sole.  In particolare, ricoprono importanza gigantesca i Transiti e le Progressioni che interessano la Terna primaria di Sole, Luna ed Ascendente.  Se date una occhiata e vedete che un transito di un pianeta importante come Saturno sta interessando per quadratura o opposizione uno qualsiasi dei punti della Terna primaria, allora siete certi che il “tempo per cambiare” è giunto e perciò bisogna darci dentro e – nel caso di Saturno – sapere che dei grandi risultati verranno, perché è nella natura di codesto pianeta puntare a grandi risultati.

Questo è proprio quello che è successo a due clienti di Astrologia dinamica, e l’àmbito che entrambi di loro hanno scelto per scegliersi il “tempo per cambiare” è quello del recupero della vista perfetta secondo il “Metodo degli occhi normali” messo a punto da William H. Bates nel 1920 (visitate il sito http://www.vistaperfetta.it).  Per pura coincidenza si tratta di due persone entrambe nate nel Segno dei Pesci, ed entrambe nate con la Luna in Vergine in opposizione.  Entrambe perciò sono state interessate, negli ultimi due anni, dal sottile lavoro di Saturno, che si è intensificato negli ultimi mesi proprio nella terza decade dei Segni Mobili, dato il suo transito retrogrado.

Sappiamo dagli studi della Filosofia ermetica che la vista e gli occhi sono tradizionalmente collegati ai “luminari” cioè a Sole e Luna.  Per definizione, chi ha nella Carta natale uno o più aspetti contrari a Sole e/o Luna ha gli occhi – e la vista – deboli, e può cadere preda di problemi.  Spesso però accade che il punto debole, in un ricercatore, diventi, per applicata consapevolezza, un grande punto di forza, grazie al quale non solo avviene la guarigione, ma il percorso stesso che porta a tale guarigione è un cammino spirituale di evoluzione in cui si cristallizzano comprensioni e slanci esistenziali non immaginabili comunemente.

Riportiamo qui di seguito le Carte doppie dei due Oroscopi in oggetto, lasciando al lettore l’esercizio di verificare i transiti e le progressioni in gioco.  Abbiamo semplificato le Carte, eliminando i simboli non essenziali, per facilitare lo studio.

primo cliente

secondo cliente

Nel giro di poche settimane le due persone, con cui chi scrive ha potuto parlare di persona, hanno eliminato l’uso degli occhiali ed ora vedono bene senza occhiali in ogni circostanza, rimandendo ancora preda, per un certo grado, delle condizioni ambientali e psicofisiche, e cioè, ad esempio, la piena luce, che è diventata per loro un fattore rilassante, consente loro di vedere benissimo, mentre le condizioni sfavorevoli quali il buio o lo stress o il nervosismo tendono a farli ricadere nello sforzo che diminuisce l’acuità visiva.  Ma entrambi hanno la chiara percezione che oramai il percorso sia avviato a conclusione e sono fiduciosi che sia solo una questione di tempo per perfezionare la loro guarigione, su questo piano.

L’esempio citato ha davvero dell’incredibile, perché in genere si pensa che Saturno sia una forza negativa e disgregante.  Questo è indubbiamente vero in molti casi.  Ciò che fa la differenza, però, è sempre l’individuo che vive il transito.  E più il transito risulta impegnativo, più grandi ed importanti per la propria vita saranno i risultati che se ne otterranno.

Ma per tornare al nostro ispiratore, Uto, in questo caso, possiamo dire che le due persone prese ad esempio siano “cambiate”?  No.  Non sono cambiate affatto: hanno semplicemente rinunciato ad un problema, ad un condizionamento, che per una qualche congerie di fattori contrari gli si era attaccato addosso, e che ad esso hanno dovuto rinunciare con un atto di volontà e di comprensione.  Se noi parafrasiamo questo esempio e lo portiamo in un campo più ampio, quello della felicità esistenziale, allora ci accorgiamo che anche la scelta di essere felici non dipende da quale che siano i condizionamenti che ci impediscono di esserlo, ma da una semplice considerazione interiore, che i pianeti possono aiutarci a fare costruendo delle condizioni ambientali adatte, per la quale possiamo rinunciare a ciò che ci si è attaccato addosso e riscoprire così il nostro vero Sé, che è felice ed in pace di per sé.



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